I Nostri Libri

L’amore e la misericordia

La misericordia di Dio non è un’idea astratta, un nobile concetto filosofico o uno stucchevole sentimentalismo. Si è manifestata in modo concreto, personale e tangibile nell’incarnazione di Gesù nel grembo di una ragazza di Nazareth duemila anni fa. Il sì di Maria è accaduto in un momento e in un luogo precisi, come ogni altro evento della storia. Questa “increspatura nell’eternità”, che è lo spaziotempo in cui viviamo, è l’occasione, per ogni anima, di accogliere la misericordia di Dio o di rifiutarla. In un’affascinante riflessione sull’amore di Dio, don Mario Steri medita su questa libertà immensa e spaventosa, in cui la creatura, libera perché amata, può prendere la decisione più importante dell’universo: ricambiare la misericordia di Dio con il sì della fede.

il padre lontano?

«Ci sono dei luoghi, dei libri, delle poesie, delle storie, che fanno parte del patrimonio comune dell’umanità, che tutti conoscono. Sono dei topoi tipici di ogni cultura, in cui si riflettono dei modelli archetipi che condensano in sé stessi le aspettative e le speranze dell’umanità. Noi consideriamo la parabola del figliol prodigo la parabola dell’umanità»

Mario Steri

 

La parabola del figliol prodigo è senza dubbio uno dei luoghi originari della cultura occidentale. Racconta la storia di uno smarrimento – come quello narrato all’inizio della Divina Commedia – e di un viaggio di ritorno – come quello di Ulisse verso Itaca. Diversamente da Dante e Omero, però, l’autore di questa storia è il Figlio di Dio, cosicché la parabola, per chi ha fede, racconta non solo le aspettative e le speranze dell’uomo sul proprio destino, ma nientemeno che le aspettative e le speranze di Dio sulla sua creatura. Con il consueto rigore teologico, unito alla pacata sicurezza del pastore, don Mario Steri offre qui un’esegesi accurata e al tempo stesso coinvolgente di questa storia universale, accompagnando il lettore in uno straordinario pellegrinaggio letterario verso la casa di un Padre lontano, ma sempre a braccia aperte.

Poesie di Natale

«Il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace»

Benedetto XVI

 

Padre Enzo Fortunato presenta una straordinaria raccolta di poesie classiche sul Natale, in occasione dell’Ottocentenario di San Francesco d’Assisi. Quaranta tra i più grandi poeti del Novecento vegliano la notte di Natale all’ingresso della mangiatoia di Betlemme. I versi appassionati di poeti credenti si alternano, come una preghiera, alla nostalgia della fede di poeti non credenti. Per stare insieme, incerti sul da farsi e meravigliati come bambini, pastori-poeti travolti da una notizia inattesa durante un turno di veglia.

Prenderanno in mano i serpenti

Mons. Giuseppe Tonello

 

«L’Autrice, prendendo spunto dalla mia predicazione, ha trasformato semplici omelie quotidiane in un percorso narrativo, facendo della salita in montagna la metafora centrale della ricerca esistenziale e spirituale che tutti, in qualche misura, viviamo. Dove la natura rivela tutta la sua grandiosa e al contempo incombente potenza, l’Autrice pone il dialogo serrato e profondo tra un sacerdote e un giovane in crisi di fede».

Carasera

Carasera non compare sulle mappe. È una contrada incastonata tra la Maiella e l’Adriatico, dove le estati sanno di sale e di polvere e il suono delle campane arriva da lontano, come se il tempo non fosse mai passato. Ogni anno, per la festa della Madonna del Mare, Carolina torna nella casa di famiglia. Le stanze sono le stesse, i volti anche. Eppure quest’anno qualcosa è cambiato. O forse è cambiata lei. Certe porte restano chiuse anche quando sono aperte. Certe storie non si raccontano, ma continuano a vivere nei muri, nei silenzi, negli sguardi che si abbassano troppo in fretta. Quest’estate, a Carasera, il passato non resterà al suo posto. Al suo terzo romanzo, Valeria Masciantonio costruisce un gotico rurale mediterraneo teso e inquieto, dove il paesaggio custodisce la colpa e la memoria cede il passo alla fede.

il peso essenziale

Giuseppe Zilli non si limita a parlare di angeli: li fa sentire passare. Il peso essenziale è un viaggio sul confine tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e il mistero che lo attraversa. Gli angeli di queste pagine non consolano da lontano: sono presenze sottili che abitano le stanze in penombra, i ricordi improvvisi, i silenzi che cambiano il respiro. La scrittura di Giuseppe Zilli, mistica e meditativa, è lieve come un tocco d’aria e insieme necessaria: sfiora e lascia un segno. Qui la fede non è teoria, ma esperienza concreta, radicata nella memoria, nell’educazione. Gli angeli custodiscono e inquietano, aprono varchi nell’abitudine, ricordano che la realtà è più ampia dell’orizzonte del nostro sguardo.

Prima morte. Il Cantico delle creature in carcere

«I segni sono importanti, e spesso lo sono quanto più sono strani. Che segno quasi surreale è quello di due ragazze che girano nelle carceri a contatto con le storie e le sofferenze più buie portando con sé il Cantico delle creature di San Francesco e altre poesie? È cosa che rasenta la follia. Ma abbiamo bisogno di cose che sembrano folli per sperare»

Davide Rondoni

 

«Cristo sulla croce ti seduce con la sola forza della verità che persuade e dell’amore che attrae. Paradosso per uno che ricercava disperatamente la libertà, mi ero tenuto lontano dal Solo che, desacralizzandoli ab aeterno, ti emancipa da tutti i poteri del mondo»

Maurice Bignami

 

È in un carcere che la vita di San Francesco d’Assisi è cambiata. Ed è lì che vanno settimanalmente Asia Vaudo e Allegra Franciosi, docenti di FreeFromChains, il progetto ideato dalla poetessa Zingonia Zingone con cui da anni portano laboratori di poesia nelle carceri italiane. Rebibbia, Regina Coeli e Poggioreale sono gli istituti penitenziari in cui sono ambientate le storie di questo libro, illustrate dal pittore Roberto Pavoni. Ogni vicenda è una testimonianza viva del percorso interiore compiuto dai detenuti durante la loro prigionia. Ad aver intrapreso l’esplorazione profonda e trasformante del proprio io e della relazione tra questo e il mondo sono state le stesse autrici, che entrando tra quelle alte mura hanno partecipato con la poesia alle solitudini dei carcerati. Quest’anno 2025, in cui si celebra l’VIII Centenario del Cantico delle creature, Asia e Allegra hanno proposto loro la scrittura di poesie ispirate a San Francesco e agli Elementi della natura cantati dal Santo nella sua lauda più famosa.

Resurrezioni a New York

«La liturgia è un orizzonte di segni e di simboli trasparenti, il Crocifisso è un emblema nel quale si raggruma tutto il dolore dell’umanità, la Veglia di resurrezione è il sipario aperto sull’eterno e sull’infinito»

Gianfranco Ravasi

 

Il cardinale Gianfranco Ravasi presenta Resurrezioni a New York, un poemetto di Blaise Cendrars tradotto per la prima volta in italiano con testo a fronte in francese. Il visionario poeta del Novecento racconta un suo Venerdì Santo per le strade e i quartieri della Grande Mela, tra ladri vagabondi e tagliaborse di Wall Street, suonatori ambulanti e prostitute in cerca di Dio. Il poemetto, tradotto da Ottavia Pojaghi Bettoni, è arricchito da otto straordinarie tavole di Frans Masereel, il pioniere del Graphic Novel, che ha illustrato la storica edizione originale del libro.

Quid est veritas?

«Pilato è scettico. E la sua domanda ci raggiunge dal fluire dei secoli e sembra ancora oggi la più vincente. È il titolo del libro. Quid est veritas? Che cos’è la verità? A regnare, più di Cristo, oggi sembrerebbe il tono scettico di questa domanda»

Maurizio Botta

 

La storia e l’eternità si passano accanto nell’incontro tra Pilato e Gesù e nella domanda sospesa che dà il titolo all’edizione: “Che cos’è la verità?”. Nei racconti di due maestri del Novecento, Bulgakov e France, qui proposti insieme per la prima volta con la prefazione di padre Maurizio Botta, la grande storia di quest’incontro parla come mai prima al cuore dell’uomo moderno, ponendo domande fondamentali sulla giustizia e sul potere, sull’amore e sulla fede.

Segui Gesù

Padre Luca Arzenton, autore dei seguitissimi canali social della Koinonia Giovanni Battista Oasi di Biella, presenta i suoi commenti al Vangelo di Marco. Dopo una breve introduzione che racconta la nascita del suo servizio di evangelizzazione online, il libro raccoglie le omelie di padre Luca sul più antico dei quattro vangeli. Con uno stile che riscopre la profondità teologica del testo biblico mediante gli strumenti della moderna predicazione digitale, Segui Gesù offre un percorso unico di comprensione e attualizzazione della Parola di Dio. L’opera è il primo di una serie di quattro volumi – uno per ogni vangelo – che usciranno tra il 2026 e il 2027.

Dall’altra parte della notte

«Immaginate un appassionato lettore, che stia leggendo un avvincente romanzo e che, nel voltare pagina, scoprisse che, da lì in poi, il libro è completamente bianco. Così ero io, così era lo stato d’animo in cui mi sentii, proprio al sopraggiungere della mezza età».

 

Gli inizi di un amore, i primi incontri, il matrimonio, due figli stupendi…La famiglia felice di un bel romanzo. Finché una forma acuta di depressione colpisce Cristina, la moglie di Massimo, e da quel momento la storia diventa una lotta nel buio contro un nemico invisibile. Solo la fede, lumicino notturno, brilla ancora in un cielo senza luce; e la speranza che forse, dall’altra parte della notte, Qualcuno stia già scrivendo pagine nuove a quel romanzo apparentemente incompiuto.

Vangelo di Nicodemo

E. Manuel Nin, Esarca Apostolico e Vescovo titolare di Carcabia, ci presenta due tra i più affascinanti apocrifi del Nuovo Testamento, presi l’uno dai vangeli apocrifi, e l’altro dalla tradizione siriaca. Il primo, attribuito a Nicodemo, e il secondo anonimo, sono a tutti gli effetti degli spin-off dei Vangeli. Il primo testo narra la discesa di Cristo agli inferi dopo la sua morte in croce, la redenzione di Adamo ed Eva e il loro rientro in paradiso portati dalla mano di Cristo stesso; il secondo testo narra l’arrivo del buon Ladrone in paradiso e il divieto di ingresso presentatogli dal cherubino che ne custodisce chiusa l’entrata dai tempi della cacciata di Adamo ed Eva.

Misurazioni

Daniele Mencarelli
«La poesia di Cecilia Benassi discende dalle grandi voci femminili del nostro Novecento, da Antonia Pozzi a Giovanna Sicari, una consanguineità di sguardi e capacità di tendere la parola sino al suo limite, laddove la parola si fa ponte fra uomo e sacro, fra l’abisso del dolore e la luce prima e ultima di Dio. Una grazia aspra, mai doma, corre dentro queste poesie spesso di pochi versi, capaci di raggiungere vette memorabili. Se la poesia deve spogliare l’uomo dalle sue ipocrisie, la Benassi ci denuda completamente. Per farci rinascere».


Franco Nembrini
«Misurazioni non è una semplice raccolta di poesie; Misurazioni è un percorso. È un percorso alla ricerca del bene più prezioso, del porro unum necessarium: “che vale all’uomo guadagnare il mondo intero, se perde sé stesso?”».

Decalogo

Il teologo e scrittore romano Marco Cardinali presenta Decalogo, l’ultima raccolta di Alida Airaghi. Molto prima delle serie televisive e delle piattaforme streaming, Decalogo fu una celebre serie di dieci mediometraggi per la tv, andati in onda tra il 1988 e il 1989. Ognuno di essi era ispirato a uno dei comandamenti delle Tavole della Legge. Tra sacro e profano, il Decalogo poetico di Alida Airaghi ripropone, a 40 anni di distanza, un commento in versi ai 10 comandamenti, evidenziando la tensione sempre attuale tra bene e male e il dramma quotidiano della scelta.

Numquid et tu

«Numquid et tu…? è il picco più alto dell’ascesa di
Gide verso i cieli del divino»

Gianfranco Ravasi

 

«Numquid et tu Galilaeus es?» – Forse anche tu sei Galileo? – si sente chiedere dai Farisei il dottore della legge Nicodemo quando prende le difese di Gesù, da cui è attratto pur non essendo apertamente suo seguace. Dalla domanda lapidaria del Vangelo di Giovanni prende il titolo questo piccolo diario mistico di André Gide che riproponiamo con prefazione del Cardinale Gianfranco Ravasi. A 19 secoli di distanza dall’insidiosa domanda rivolta a Nicodemo, l’autore de L’immoralista la rivolge a sé stesso in un momento di crisi spirituale e di inedita intensità mistica. La fede problematica del dottore della legge e del grande scrittore del Novecento sembra riflettere la spiritualità dell’uomo d’oggi, spesso incapace di slanci di fede durevoli e coerenti, eppure ancora sedotto dal profeta venuto dalla Galilea.

Conversazione sul Natale

In un dialogo fitto e favoloso tra un bambino e un adulto, Dylan Thomas racconta una favola sul Natale, tra misteri ineffabili e allegri drammi familiari. Il racconto, con testo a fronte in inglese per l’uso didattico, è introdotto dall’Onorevole Giorgia Latini, Vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, e illustrato da dieci acquerelli originali opera del pittore romano Roberto Pavoni.

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