I Nostri Libri

Prima morte. Il Cantico delle creature in carcere

«I segni sono importanti, e spesso lo sono quanto più sono strani. Che segno quasi surreale è quello di due ragazze che girano nelle carceri a contatto con le storie e le sofferenze più buie portando con sé il Cantico delle creature di San Francesco e altre poesie? È cosa che rasenta la follia. Ma abbiamo bisogno di cose che sembrano folli per sperare»

Davide Rondoni

 

«Cristo sulla croce ti seduce con la sola forza della verità che persuade e dell’amore che attrae. Paradosso per uno che ricercava disperatamente la libertà, mi ero tenuto lontano dal Solo che, desacralizzandoli ab aeterno, ti emancipa da tutti i poteri del mondo»

Maurice Bignami

 

È in un carcere che la vita di San Francesco d’Assisi è cambiata. Ed è lì che vanno settimanalmente Asia Vaudo e Allegra Franciosi, docenti di FreeFromChains, il progetto ideato dalla poetessa Zingonia Zingone con cui da anni portano laboratori di poesia nelle carceri italiane. Rebibbia, Regina Coeli e Poggioreale sono gli istituti penitenziari in cui sono ambientate le storie di questo libro, illustrate dal pittore Roberto Pavoni. Ogni vicenda è una testimonianza viva del percorso interiore compiuto dai detenuti durante la loro prigionia. Ad aver intrapreso l’esplorazione profonda e trasformante del proprio io e della relazione tra questo e il mondo sono state le stesse autrici, che entrando tra quelle alte mura hanno partecipato con la poesia alle solitudini dei carcerati. Quest’anno 2025, in cui si celebra l’VIII Centenario del Cantico delle creature, Asia e Allegra hanno proposto loro la scrittura di poesie ispirate a San Francesco e agli Elementi della natura cantati dal Santo nella sua lauda più famosa.

il padre lontano?

«Ci sono dei luoghi, dei libri, delle poesie, delle storie, che fanno parte del patrimonio comune dell’umanità, che tutti conoscono. Sono dei topoi tipici di ogni cultura, in cui si riflettono dei modelli archetipi che condensano in sé stessi le aspettative e le speranze dell’umanità. Noi consideriamo la parabola del figliol prodigo la parabola dell’umanità»

Mario Steri

 

La parabola del figliol prodigo è senza dubbio uno dei luoghi originari della cultura occidentale. Racconta la storia di uno smarrimento – come quello narrato all’inizio della Divina Commedia – e di un viaggio di ritorno – come quello di Ulisse verso Itaca. Diversamente da Dante e Omero, però, l’autore di questa storia è il Figlio di Dio, cosicché la parabola, per chi ha fede, racconta non solo le aspettative e le speranze dell’uomo sul proprio destino, ma nientemeno che le aspettative e le speranze di Dio sulla sua creatura. Con il consueto rigore teologico, unito alla pacata sicurezza del pastore, don Mario Steri offre qui un’esegesi accurata e al tempo stesso coinvolgente di questa storia universale, accompagnando il lettore in uno straordinario pellegrinaggio letterario verso la casa di un Padre lontano, ma sempre a braccia aperte.

L’amore e la misericordia

La misericordia di Dio non è un’idea astratta, un nobile concetto filosofico o uno stucchevole sentimentalismo. Si è manifestata in modo concreto, personale e tangibile nell’incarnazione di Gesù nel grembo di una ragazza di Nazareth duemila anni fa. Il sì di Maria è accaduto in un momento e in un luogo precisi, come ogni altro evento della storia. Questa “increspatura nell’eternità”, che è lo spaziotempo in cui viviamo, è l’occasione, per ogni anima, di accogliere la misericordia di Dio o di rifiutarla. In un’affascinante riflessione sull’amore di Dio, don Mario Steri medita su questa libertà immensa e spaventosa, in cui la creatura, libera perché amata, può prendere la decisione più importante dell’universo: ricambiare la misericordia di Dio con il sì della fede.

Prenderanno in mano i serpenti

Mons. Giuseppe Tonello

 

«L’Autrice, prendendo spunto dalla mia predicazione, ha trasformato semplici omelie quotidiane in un percorso narrativo, facendo della salita in montagna la metafora centrale della ricerca esistenziale e spirituale che tutti, in qualche misura, viviamo. Dove la natura rivela tutta la sua grandiosa e al contempo incombente potenza, l’Autrice pone il dialogo serrato e profondo tra un sacerdote e un giovane in crisi di fede».

Dall’altra parte della notte

«Immaginate un appassionato lettore, che stia leggendo un avvincente romanzo e che, nel voltare pagina, scoprisse che, da lì in poi, il libro è completamente bianco. Così ero io, così era lo stato d’animo in cui mi sentii, proprio al sopraggiungere della mezza età».

 

Gli inizi di un amore, i primi incontri, il matrimonio, due figli stupendi…La famiglia felice di un bel romanzo. Finché una forma acuta di depressione colpisce Cristina, la moglie di Massimo, e da quel momento la storia diventa una lotta nel buio contro un nemico invisibile. Solo la fede, lumicino notturno, brilla ancora in un cielo senza luce; e la speranza che forse, dall’altra parte della notte, Qualcuno stia già scrivendo pagine nuove a quel romanzo apparentemente incompiuto.

Vangelo di Nicodemo

E. Manuel Nin, Esarca Apostolico e Vescovo titolare di Carcabia, ci presenta due tra i più affascinanti apocrifi del Nuovo Testamento, presi l’uno dai vangeli apocrifi, e l’altro dalla tradizione siriaca. Il primo, attribuito a Nicodemo, e il secondo anonimo, sono a tutti gli effetti degli spin-off dei Vangeli. Il primo testo narra la discesa di Cristo agli inferi dopo la sua morte in croce, la redenzione di Adamo ed Eva e il loro rientro in paradiso portati dalla mano di Cristo stesso; il secondo testo narra l’arrivo del buon Ladrone in paradiso e il divieto di ingresso presentatogli dal cherubino che ne custodisce chiusa l’entrata dai tempi della cacciata di Adamo ed Eva.

Seleziona almeno 2 prodotti
da confrontare