I Nostri Libri

Cantico delle creature

«La semplicità delle parole di lode di Francesco non smette di toccare il cuore di chiunque e di cambiare il mondo»
Enzo Fortunato

 

«A 800 anni dal Cantico e dalla morte del poeta santo, bisogna ancora nutrire la letizia di gridarlo e cantarlo al mondo intero»
Davide Rondoni

 

Padre Enzo Fortunato, Direttore della comunicazione della Basilica di San Pietro, e il poeta Davide Rondoni, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni degli 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi, presentano un’edizione storica del Cantico delle Creature. In occasione degli 800 anni dalla sua composizione, il Cantico è qui proposto per la prima volta in edizione multilingue illustrata. Le dieci lingue più parlate al mondo – Inglese, Spagnolo, Portoghese, Francese, Tedesco, Russo, Cinese, Hindi, Arabo, Swahili – cantano insieme la più famosa lauda di San Francesco, esprimendo il suo messaggio universale di pace e amore per il creato attraverso tanti approfondimenti e spunti di riflessione da tutti i continenti. Un’edizione unica da possedere e conservare, per tutte le età, per celebrare insieme la bellezza della Terra e gli 800 anni di Storia della letteratura Italiana.

Prima morte. Il Cantico delle creature in carcere

«I segni sono importanti, e spesso lo sono quanto più sono strani. Che segno quasi surreale è quello di due ragazze che girano nelle carceri a contatto con le storie e le sofferenze più buie portando con sé il Cantico delle creature di San Francesco e altre poesie? È cosa che rasenta la follia. Ma abbiamo bisogno di cose che sembrano folli per sperare»

Davide Rondoni

 

«Cristo sulla croce ti seduce con la sola forza della verità che persuade e dell’amore che attrae. Paradosso per uno che ricercava disperatamente la libertà, mi ero tenuto lontano dal Solo che, desacralizzandoli ab aeterno, ti emancipa da tutti i poteri del mondo»

Maurice Bignami

 

È in un carcere che la vita di San Francesco d’Assisi è cambiata. Ed è lì che vanno settimanalmente Asia Vaudo e Allegra Franciosi, docenti di FreeFromChains, il progetto ideato dalla poetessa Zingonia Zingone con cui da anni portano laboratori di poesia nelle carceri italiane. Rebibbia, Regina Coeli e Poggioreale sono gli istituti penitenziari in cui sono ambientate le storie di questo libro, illustrate dal pittore Roberto Pavoni. Ogni vicenda è una testimonianza viva del percorso interiore compiuto dai detenuti durante la loro prigionia. Ad aver intrapreso l’esplorazione profonda e trasformante del proprio io e della relazione tra questo e il mondo sono state le stesse autrici, che entrando tra quelle alte mura hanno partecipato con la poesia alle solitudini dei carcerati. Quest’anno 2025, in cui si celebra l’VIII Centenario del Cantico delle creature, Asia e Allegra hanno proposto loro la scrittura di poesie ispirate a San Francesco e agli Elementi della natura cantati dal Santo nella sua lauda più famosa.

Quid est veritas?

«Pilato è scettico. E la sua domanda ci raggiunge dal fluire dei secoli e sembra ancora oggi la più vincente. È il titolo del libro. Quid est veritas? Che cos’è la verità? A regnare, più di Cristo, oggi sembrerebbe il tono scettico di questa domanda»

Maurizio Botta

 

La storia e l’eternità si passano accanto nell’incontro tra Pilato e Gesù e nella domanda sospesa che dà il titolo all’edizione: “Che cos’è la verità?”. Nei racconti di due maestri del Novecento, Bulgakov e France, qui proposti insieme per la prima volta con la prefazione di padre Maurizio Botta, la grande storia di quest’incontro parla come mai prima al cuore dell’uomo moderno, ponendo domande fondamentali sulla giustizia e sul potere, sull’amore e sulla fede.

Numquid et tu

«Numquid et tu…? è il picco più alto dell’ascesa di
Gide verso i cieli del divino»

Gianfranco Ravasi

 

«Numquid et tu Galilaeus es?» – Forse anche tu sei Galileo? – si sente chiedere dai Farisei il dottore della legge Nicodemo quando prende le difese di Gesù, da cui è attratto pur non essendo apertamente suo seguace. Dalla domanda lapidaria del Vangelo di Giovanni prende il titolo questo piccolo diario mistico di André Gide che riproponiamo con prefazione del Cardinale Gianfranco Ravasi. A 19 secoli di distanza dall’insidiosa domanda rivolta a Nicodemo, l’autore de L’immoralista la rivolge a sé stesso in un momento di crisi spirituale e di inedita intensità mistica. La fede problematica del dottore della legge e del grande scrittore del Novecento sembra riflettere la spiritualità dell’uomo d’oggi, spesso incapace di slanci di fede durevoli e coerenti, eppure ancora sedotto dal profeta venuto dalla Galilea.

Resurrezioni a New York

«La liturgia è un orizzonte di segni e di simboli trasparenti, il Crocifisso è un emblema nel quale si raggruma tutto il dolore dell’umanità, la Veglia di resurrezione è il sipario aperto sull’eterno e sull’infinito»

Gianfranco Ravasi

 

Il cardinale Gianfranco Ravasi presenta Resurrezioni a New York, un poemetto di Blaise Cendrars tradotto per la prima volta in italiano con testo a fronte in francese. Il visionario poeta del Novecento racconta un suo Venerdì Santo per le strade e i quartieri della Grande Mela, tra ladri vagabondi e tagliaborse di Wall Street, suonatori ambulanti e prostitute in cerca di Dio. Il poemetto, tradotto da Ottavia Pojaghi Bettoni, è arricchito da otto straordinarie tavole di Frans Masereel, il pioniere del Graphic Novel, che ha illustrato la storica edizione originale del libro.

Le vene dell’Ostia

Gesù vide i Romani e ora m’avvista
incamminarmi inquieto in questa Roma.
Di rovine a notte ne ho provvista
e il Foro che assomiglia a un ematoma:


lo accarezzo, lo curo con la vista,
con il cuore. Chissà in quale idioma
Cristo pronunciò Roma, ogni conquista,
chissà come ondeggiò quella sua chioma…


Ogni pellegrino della Città Eterna dovrebbe avere questa raccolta di poesie sottobraccio. I luoghi più belli della Roma cristiana e pagana sono raccontati in versi in queste bellissime passeggiate poetiche di Fernando Acitelli. Colte e liriche al tempo stesso, risplendono come travertino. Da Santa Croce in Gerusalemme a Santa Maria in Vallicella, passando per la Basilica di San Clemente, dentro le decine di luoghi sacri che compaiono nella raccolta, l’uomo di fede e il poeta assistono esterrefatti al miracolo dell’Ostia consacrata, che continua a farsi Carne anche davanti ai banchi vuoti, tra colpi di tosse e sospiri. In una città in cui il sacro è immerso da sempre nel profano, le poesie di Le vene dell’Ostia celebrano Roma quale simbolo perfetto di Incarnazione e Redenzione.

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