Le vene dell’Ostia
Gesù vide i Romani e ora m’avvista
incamminarmi inquieto in questa Roma.
Di rovine a notte ne ho provvista
e il Foro che assomiglia a un ematoma:
lo accarezzo, lo curo con la vista,
con il cuore. Chissà in quale idioma
Cristo pronunciò Roma, ogni conquista,
chissà come ondeggiò quella sua chioma…
Ogni pellegrino della Città Eterna dovrebbe avere questa raccolta di poesie sottobraccio. I luoghi più belli della Roma cristiana e pagana sono raccontati in versi in queste bellissime passeggiate poetiche di Fernando Acitelli. Colte e liriche al tempo stesso, risplendono come travertino. Da Santa Croce in Gerusalemme a Santa Maria in Vallicella, passando per la Basilica di San Clemente, dentro le decine di luoghi sacri che compaiono nella raccolta, l’uomo di fede e il poeta assistono esterrefatti al miracolo dell’Ostia consacrata, che continua a farsi Carne anche davanti ai banchi vuoti, tra colpi di tosse e sospiri. In una città in cui il sacro è immerso da sempre nel profano, le poesie di Le vene dell’Ostia celebrano Roma quale simbolo perfetto di Incarnazione e Redenzione.